profilo di Giovanni Boccaccio

Settimo Centenario della nascita di Giovanni Boccaccio

Boccaccio 2013 Seminari e convegni

Casa del Boccaccio

Casa del BoccaccioOrari

Alta stagione (aprile / ottobre):
Tutti i giorni: 9.30 – 13.30 / 14.30 – 19.00

Bassa stagione (novembre / marzo):
Tutti i giorni: 9.30 - 13.30 / 14.30 - 16.30. Chiuso il martedì

 

Durante l’anno potrebbero essere effettuate aperture straordinarie


Storia

Nel testamento datato 28-8-1374, Giovanni Boccaccio lascia in eredità la casa dove trascorre gli ultimi anni della sua vita al fratello Iacopo. Dopo questa data non abbiamo più notizie della casa. Nel 1821, forse in omaggio a Lord Byron, che nei versi del IV canto del Childe’s Harold Pilgrimage del 1818, aveva denunciato la distruzione della tomba del poeta, Carlotta de’ Medici, vedova Lenzoni, acquista due case dal carbonaio Luigi Viti.

Qualche anno dopo, la Lenzoni, gli restitusce la prima e provvede, nel 1826, ai lavori di ristrutturazione e arredamento della seconda, ritenuta la vera casa di Giovanni Boccaccio. In questo stesso anno, fa eseguire dal pittore fiorentino Pietro Benvenuti, l’affresco raffigurante il Boccaccio al suo tavolo da lavoro. Con testamento in data 1/12/1839, la Lenzoni cede la casa allo Stato disponendo che il lascito abbia effetto solo dopo estinta la sua discendenza maschile. Gli eredi Lenzoni, tuttavia, anzichè consegnare l’immobile all’Amministrazione Patrimoniale dello Stato, lo affidano all’Associazione Pro Certaldo nel 1940, previe intese con la Real Soprintendenza alle Gallerie di Firenze. Grazie ad un contributo di £. 50 000 del Capo del Governo, l’Associazione Pro Certaldo aveva provveduto, già nel 1938, a restaurare, arredare e ospitare in tre vetrine una collezione di testi e studi sul Boccaccio dono del comm. Domenico Tordi.

Il primo settembre dello stesso anno, essendo risultato che l’immobile Viti è la vera casa del Boccaccio, la Pro Certaldo lo acquista per donarlo allo stato, provvedendo al restauro, in modo che, insieme a quello di proprietà della Lenzoni, fosse adibito a museo e biblioteca.

Il 15 gennaio 1944, in seguito a un bombardamento aereo, la casa del Boccaccio viene quasi completamente distrutta, rimanendo illesa solo la parete con l’affresco di Pietro Benvenuti.

Nell’immediato dopoguerra si procede alla ricostruzione della casa su iniziativa della Soprintendenza ai Monumenti di Firenze che si fa carico dei lavori. Tuttavia la scarsità di finanziamenti provoca varie e lunghe sospensioni creando un diffuso malcontento che l’Associazione Pro-Certaldo interpreterà rivolgendo pressanti istanze all’Ente appaltante per una soddisfacente conclusione. Dopo sei anni dall’inizio della ricostruzione è ancora la Pro-Certaldo, alla quale si è ora aggiunto l’Ente Provinciale del Turismo di Firenze, a invocarne il definitivo compimento. Compimento che, tuttavia, si realizza soltanto nel 1954 e nel luglio del ‘56 vengono consegnate le chiavi di Casa Boccaccio a Giuseppe Fontanelli che, oltre ad arricchire di cimeli la Casa, concentra la sua opera sulla formazione di una biblioteca specializzata.

Nel settembre 2005 la Casa è costretta a sospendere l’attività museale per affrontare radicali lavori di manutenzione straordinaria e di risanamento conservativo dovuti sia al deperimento di alcuni elementi costruttivi critici (coperture, impianti tecnici, scala di accesso alla torre, ecc.) sia all’introduzione di nuove disposizioni legislative e normative in materia di sicurezza. Dopo una fase diretta al reperimento dei fondi necessari si passa all’esecuzione degli interventi. Sotto questo aspetto un contributo significativo viene fornito dalla Soprintendenza ai Beni architettonici di Firenze, che provvede, con la procedura della somma urgenza, al ripristino delle coperture le cui condizioni, statiche e manutentive, sono emerse in tutta lo loro gravità al momento dello smontaggio del manto e delle orditure lignee. Con il sostegno del Comune di Certaldo e delle Fondazioni Bancarie (Monte dei Paschi di Siena, Cassa di Risparmio di Firenze) è stato possibile, poi, intervenire sull’adeguamento tecnologico e impiantistico (impianto elettrico e illuminazione, impianto termico, impianti antieffrazione e antincendio, ecc.) e sulla ricostruzione della scala interna alla torre ripristinando un affaccio panoramico di particolare valore paesaggistico e culturale. A questi interventi si aggiunge infine il nuovo sistema di accessi della Casa del Boccaccio che è stato fin dall’inizio parte integrante del progetto generale di riqualificazione architettonica e adeguamento funzionale della Casa del Boccaccio.

La sua attuazione è stata possibile per la disponibilità di nuovi spazi pubblici, aperti e coperti, acquisiti dall’Amministrazione Comunale che ha consentito all’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio di poterne usufruire sulla base di una apposita convenzione. Con questa acquisizione si è realizzata una nuova maglia di itinerari di attraversamento dell’isolato, trasversali e longitudinali, all’interno dei quali si trova il nuovo accesso alla Casa del Boccaccio che ha permesso di realizzare i seguenti obiettivi:

  • entrata dell’auditorium attraverso la reception che svolge tale compito sia per la Casa del Boccaccio che per gli altri percorsi museali nell’ambito della struttura di gestione unitaria;
  • apertura al pubblico del loggiato terreno con il recupero del suo carattere storico architettonico di spazio coperto direttamente collegato con l’esterno, che offrirà al visitatore nuove suggestioni e nuovi punti di vista dello spazio interno;
  • trasformazione dei precedenti ingressi in uscite di sicurezza e in vie di fuga.
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La stanza del Poeta

La stanza del poetaGli oggetti e i mobili del Seicento qui conservati, raccolti dalla Marchesa Carlotta Lenzoni dei Medici, sono solo in parte recuperati dopo la distruzione del bombardamento del 1944. Tra questi rimangono un bracciolo di una cassapanca del Seicento e l’affresco del Benvenuti che non ha subito danni. Quest’ultimo, raffigurante il Boccaccio al suo tavolo da lavoro, fu commissionato al pittore dalla marchesa nel 1826, anno in cui fece ristrutturare e arredare anche la Casa. In questa stanza, inoltre, si possono ammirare le medaglie che lo scultore Bino Bini regalò all’Ente in occasione delle celebrazioni del VI Centenario della morte del Boccaccio (1975); testi antichi di critica boccacciana e opere dello scrittore in lingua straniera.

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Da vedere

Scarpette del 1300

Scarpette del 1300:

Ritrovate nel corso della seconda guerra mondiale in seguito ad un bombardamento che colpì la Casa del Boccaccio, le nove scarpe da donna spaiate furono custodite dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici delle Province di Firenze e Pistoia fino al 1977. Riconosciute come da verbale di consegna del 16 novembre 1977, della stessa Soprintendenza, «oggetti d’arte di fine secolo XIV e principio secolo XV», sette paia furono “riportate a casa” mentre altre due restarono a Firenze, esposte nel Museo Davanzati, dove sono tuttora.

Tomba del Boccaccio

Lastra tombale:

Nel 1949, in seguito al riconoscimento ufficiale della tomba del Boccaccio durante il Convegno dei Dotti, in cui si conferma che quelle ossa appartenevano al Poeta, la Società Storica della Valdelsa deliberò di rifare, a sue spese, la pietra tombale, dandone l’incarico allo scultore Mario Moschi. Attualmente l’originale copre quella che viene considerata la Tomba del Novelliere nella Chiesa dei SS. Michele e Jacopo, mentre al pian terreno della Casa del Boccaccio si trova esposto il primo bozzetto.

Medaglie

Medaglie:

Donati dal maestro Bino Bini all’ Ente Boccaccio il 14 ottobre del 2000, i modelli originali delle medaglie, creati appositamente per l’ Ente a partire dal 1975, in occasione del VI centenario della morte del Certaldese, illustrano con acuta sintesi artistica lo spirito delle dieci giornate del Decameron in 10 coppie di medaglie, in ciascuna delle quali viene rappresentata la novella più significativa della giornata e raffigurato il re o la regina narrante. A queste venti medaglie l’artista ha affiancato un ritratto di messer Giovanni e una sintetica interpretazione della Casa del Boccaccio e di Certaldo Alta contrassegnata dall’epitaffio che Giovanni volle sulla tomba: Patria Certaldum, studium fuit alma poesis.

Primo ritratto

Primo ritratto:

Al primo piano della Casa è situata una riproduzione di quello che si ritiene il primo ritratto del Boccaccio (sec. XIV), il cui affresco originale è conservato nel Palazzo dei Giudici e dei Notai di Firenze, dove si conserva anche il primo ritratto di Dante. La cerimonia di donazione della riproduzione, da parte del dott. Umberto Donato per il nuovo allestimento del Museo, si è svolta all’interno delle manifestazioni del 631° anniversario della morte dello Scrittore, promosse in collaborazione con le Amministrazioni della Provincia di Firenze e di Certaldo.

Costumi

Costumi:

Da settembre 2008 il Museo di Casa del Boccaccio ha arricchito la sua collezione di cimeli con l’esposizione, lungo il percorso museale, di costumi teatrali indossati da figure di donne delle novelle del Decameron, messe in scena dal laboratorio teatrale Oranona e realizzati da Lucia Cristiani. Si tratta di: Lisa siciliana (Decameron X, 7); Madonna Dianora in Selve d’amore (Decameron X, 5); la donna di Guido degli Anastagi in Nastagio degli Onesti (Decameron V, 8); e Alatiel in Come Alatiel va in sposa al re del Garbo (Decameron II, 7).

Boccaccio geografo

Boccaccio geografo. Il Tractatus Geographicus e la rappresentazione del mondo nel XIV secolo:

Mostra permanente situata all’interno della Biblioteca della Casa del Boccaccio. L’esposizione, nata dalla collaborazione tra L’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, la Biblioteca Marucelliana e l’Istituto Geografico Militare e tenuta presso la Biblioteca Marucelliana di Firenze a marzo del 2005 in occasione della XV Settimana Scientifica, attraverso riproduzioni di grande formato dei documenti cartografici più importanti del tempo, intende evidenziare non solo le basi della nuova scienza geografica, ma anche il prezioso contributo che hanno dato Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio allo sviluppo di questa nuova scienza.

Cinquantenario della fondazione dell'ente

Storia e cultura dell’ Ente Nazionale Giovanni Boccaccio:

Mostra storico – documentaria allestita in occasione del cinquantenario della fondazione dell’ Ente (1957 – 2007). In dieci pannelli viene illustrata la nascita e la storia dell’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, le attività svolte e gli ultimi lavori di ristrutturazione effettuati a Casa Boccaccio, attraverso fotografie e documenti conservati nell’archivio dello stesso Ente. Una sezione dell’esposizione è dedicata a una breve ricostruzione della polemica sulle ossa del Boccaccio e della storia della Casa – Museo.

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Galleria fotografica

 
  • mostra Boccaccio Geografo
  • Particolare della biblioteca
  • Alatiel. "Come Alatiel va in sposa al re del Garbo" (Decameron, II-7)
  • Madonna Dianora. "Selve d'amore" (Decameron, X-5)
  • Modelli di medaglie
  • La stanza del Poeta
  • Facciata
  • Mostra allestita per il cinquantenario della fondazione dell'Ente Nazionale Giovanni Boccaccio
  • Bozzetto della lastra tombale
  • Ingresso al Museo
  • Scala interna alla torre
  • Ingresso alla loggetta esterna
  • Affresco di Pietro Benvenuti
  • Casa del Boccaccio vista da piazza Vittore Branca
  • Casa del Boccaccio
  • 6 ottobre 1957. Riapertura della Casa del Boccaccio
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Area riservata
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