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news 10 giugno 2013
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Il Decameron durante e dopo il Concilio di Trento (1559-1600)

Negli ultimi mesi del 2013 si terrà presso l’Università di Messina una giornata di studi dedicata alla ricezione del Decameron durante e dopo il Concilio di Trento.

L’obiettivo è quello di raccogliere un piccolo numero di interventi originali e di elevata qualità dedicati a indagare questo specifico momento della storia del Decameron.

Nel secondo Cinquecento, già con l’Index librorum prohibitorum promulgato da papa Paolo IV nel 1559, il Decameron di Giovanni Boccaccio diventava infatti il principale banco di prova della volontà di un diretto e programmatico ‘controllo’ della Chiesa cattolica sulla cultura letteraria (oltre che teologica, filosofica, artistica, giuridica, etc.), che nell’aula del Concilio tridentino aveva trovato illustri interpreti e propugnatori.

Oggetto della giornata di studi sarà il Decameron non solo visto come testo da emendare o riconfigurare secondo codificate pretese morali (secondo le lectiones decretate dai Magistri Sacri Palatii: subite dai rassettatori Borghini e Salviati; accolte da Groto), ma anche come modello della tradizione novellistica rinascimentale che si andava ripensando anche in chiave educativa, tra resistenze in nome del «diletto» comico e adeguamento a un nuovo canone narrativo in grado di «giovare agli uomini» con «ammaestramenti» civili e morali, in conformità ai precetti della Controriforma.

È un processo variegato e complesso che non può essere letto solo in termini di censura dall’alto, ma che ha dietro il dibattito teorico di metà Cinquecento sullo statuto della letteratura come fatto antropologico perché, come dichiarava Vincenzo Maggi fin dal 1550 nelle sue Explanationes ad Aristotele, la vera materia della Poetica non sono solo le forme della parola, ma è soprattutto ciò che si trasforma e si educa nel lettore, nello spettatore, «animus scilicet humanus».

Al centro della giornata di studi si proporrà, pertanto, la molteplicità dei percorsi editoriali, testuali, lessicografici e creativi che investe e ridefinisce il Decameron come opera e come esemplare canone letterario nel corso del secondo Cinquecento: dalla fase aperta e inventiva dell’imitazione, a quella della rilettura in chiave edificante; dai sistemi di postille introdotte nelle varie edizioni a stampa ai testi espurgati e «rassettati», ai dibattiti intorno al Decameron e alle esperienze di raccolte novellistiche che accolgono o rifiutano le intimazioni di un nuovo clima culturale volto a ridefinire la moralità complessiva della vita associata, disciplinando le forme dell’arte e della letteratura.

Coloro che intendono partecipare alla giornata di studi potranno inviare un abstract del loro intervento (max 3000 caratteri spazi inclusi) e una breve scheda dell’autore come allegati in formato .doc a un messaggio di posta elettronica agli indirizzi mdurante@unime.it e gforni@unime.it.

Scadenza per l’invio dell’abstract: 10 giugno 2013.

Notifica di accettazione, accettazione condizionata, rifiuto: 10 settembre 2013.

Scadenza per l’invio della versione finale: 10 febbraio 2014.

 

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